susanna bonati
Creativa. Giornalista: Scrittrice
LA PRIMA CARTA AL LATTE
È una carta, con cui i creativi di tutto il mondo potranno sbizzarrirsi a dare vita a prodotti per la comunicazione ad alto contenuto aggiunto.
Publishing, Advisoring, Exhibitions, Creations, Events, Education, Corporate, Shopping Bags
a mia madre "nonostante tutto"
È proprio così! “A mia madre (nonostante tutto)”, è il libro natomi nella testa mentre vegliavo mia madre, morente, nel suo letto di ospedale...
Ridere con una borsa
lo shopper dei 5 sensi a zelig

Un evento MEMORABILE. Mamma mia, quanto ridere!
Anno 2004, tanta voglia di creare un oggetto che dall'esse di uso comune si innalzasse all'etereità artistica. Cosa poteva mai essere? Uno shopper, naturalmente! Dei 5 sensi, cui aggiungemmo il sesto fatto, appunto, di risate. Ricordo ancora con lo stesso stupore il momento in cui riuscimmo a fare sedere attorno allo stesso tavolo tre delle maggiori cartiere mondiali, a cui chiedevamo di convivere, ognuna con la propria carta di punta, in uno stesso prodotto, in uno stesso oggetto. Dopo le prime occhiate indagative e i primi imbarazzi (avevo tutti i direttori marketing in sala riunioni), ricordo però anche i primi sorrisi, le prime luci affermative negli occhi e la comune voglia di dire sì! E così abbiamo fatto. Sempre con l'ausilio fattivo e creativo del fraterno amico giò gatto, dopo mesi di disegni, schizzi, prove tecniche e incastri, ci siamo trovati tra le mani uno shopper profumato, con sbalzi e resine, meraviglioso e, decisamente unico.
E chi ce l'ha tenuto a battesimo?
Geppi Cucciari.
Teresa Mannino.
Claudio Koblas.
Vi prego, se potete date un'occhiata al video perché non è stata una presentazione aziendale, è stato UNO SPETTACOLO!

Temporary communication
l'atelier della comunicazione

Breve ma intenso. Uno spazio di 200 mq in cui, precursori, proponevamo una temporary exhibition (con relativo temporary shopping) degli oggetti della comunicazione, in qualche modo dei ferri del mestiere...
Allestito con la solita (abbondante) dose di creatività e innovazione, lo spazio, nel cuore di Milano, gridava forte la voglia di innovare i un campo (quello della comunicazione) che un po', diciamocelo, si autocelebra e crede di avere già inventato tutto. Per l'anno scars di vita dell'atelier, il suo senso è stato appieno vissuto come punto di incontro, luogo di piccole ispirazioni quotidiane, cucina di colori e di materiali. Esatto! Siamo stati un po' i masterchef dell'arte di comunicare; come al solito troppo presto. Come sempre troppo passionali.
Ma quella passione, quelle tinte, quei cerchi sui muri, quelle tende disegnate, impaginate stampate e cucite da noi, quei tavoli ridipinti, quelle pareti dipinte solo di colori che facevano stare bene, chi ce le toglie più?
L'atelier della comunicazione l'ho amato fin dalla creazione del suo stesso logo, trasformato in insegna luminosa, che ancora conservo e giuro collocherò nella prossima casa nella stanza del divertimento. Perchè questo, il mitico atelier, è stato per me; divertimento. Misto a fatica, certo, e sudore e mal di testa. Ma dove c'è colore buono e sana ispirazione, io mi sono sempre tuffata. E prego l'energia di avere sempre le forze di continuare a farlo!

Moda di carta
WWW.FASHIONPAPER.IT

Stavo insegnando comunicazione applicata alla moda alla scuola della Provincia di Milano, e mi imbatto in una dinamica esperta del gioiello (Bianca Cappello) giovane, con idee molto chiare ed estremamente preparata. Le parole corrono a fiumi, i discorsi si ampliano, le idee si intrecciano e la moda incalza. Quella di carta, però. Come poteva non esserci la carta di mezzo proprio con me (la medesima che da lì a qualche anno, di carta, se ne sarebbe inventata una) che la cito, la studio, la stimo, la spremo tutti i sacrosanti giorni. “Fashionpaper” è parso sùbito a tutti il concept-name che potesse racchiudere i principi del progetto in una sola parola: moda e gioielli fatti a carta. Di carta. Con la carta.
I ragazzi della scuola di milano furono immediatamente coinvolti nella creazione di veri e propri abiti immaginati, pensati, prodotti e incollati solo ed esclusivamente con la carta (che ci fu fornita da Gruppo Cordenons spa), mentre agli studenti del politecnico Firenze fu chiesto di trasformare la stessa carta in veri e propri gioielli.
L'evento a palazzo Isimbardi nel cuore a Milano fu trionfale e ancora, come sempre, nel cuore, porto il ricordo di quel rumore dato dal fruscio dei fogli e degli occhi divertiti e terrorizzati degli studenti che ancora mi fanno sorridere...

ZELIG

[nggallery id=7]

ATELIER

[nggallery id=8]